Esimio Dott. Bruno Vespa,
 
   

 

mi permetto di scriverLe direttamente e personalmente per evitare qualsiasi forma di inquinamento o di insabbiamento. Mi è capitata infatti la disavventura di imbattermi in una masnada di miserabili manipolatori dell’informazione, che mi hanno fatto credere di essere in relazione con Lei e con la Sua Redazione e addirittura di essere i Suoi legittimi rappresentanti nelle comunicazioni di Porta a Porta(veda la documentazione allegata). Dopo un primo contatto, pur fortemente disorientato, ho compreso che si trattava di gente senza scrupoli, disposta allo scherzo più spietato, e ho cominciato ad assumere un atteggiamento sempre più prudente e ironico.
Il mio primo tentativo di contattarLa riguardava il giudizio sulla trasmissione che aveva per tema la chirurgia estetica. Ne avevo ricavato la convinzione( forse non del tutto esatta)che si volesse esaltare eccessivamente la bellezza esteriore, la cui dimensione è invece destinata di norma a sfiorire, e deve sfiorire, mentre ciò che rimane, e deve rimanere e durare nel tempo, è quella bellezza che si coniuga con la verità, l’onestà e la bontà, che fanno acquisire all’uomo e alla donna tratti e caratteri morfologici non eludibili, ma pienamente e legittimamente conformi allo stile ontologico della persona, allo stadio della sua cultura, saggezza ed esperienza. Facevo notare, in quel giudizio, che la mia raccolta poetica Vanitas, di cui adesso Le invio copia, aveva per oggetto proprio il rapporto tra l’aspetto formale e la componente sostanziale e che tale rapporto dovrebbe supportare l’estetica e definirne i limiti e le possibilità.
Ritengo perciò che non bisogna affidarsi ai fumi dell’esteriorità effimera, ma coltivare quanto più possibile l’interiorità, dalla quale possa scaturire un’idea adeguata della forma sobriamente e realisticamente espressiva della propria personalità, con i molteplici e speciali elementi connotativi dell’esistenza intellettuale e morale. La chirurgia plastica tende invece a coprire non solo le rughe del fisico, ma anche quelle dello spirito, a falsificare l’esistenza, a mistificare l’essenza ed a mutare completamente le forme individuali e comunicative della propria soggettività.
Caro Dott. Vespa, la mia mail tendeva proprio a realizzare questo obiettivo ed a evidenziarLe, da credente a credente, i valori che strutturano la profondità della fede. Non ci sono riuscito subito per l’interferenza dei suddetti manipolatori informatici, ma la mia tenacia non mi impedisce di trovare, come vede, altri canali di contatto con Lei e di raggiungere il mio proposito originario di farLe pervenire il mio messaggio morale, religioso e poetico.


In attesa di cortese riscontro, porgo distinti saluti.
Massa, 03-06-2009
Nicola Costantino


 
 
 

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