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Distruggere un libro è quasi lo stesso che uccidere un uomo e in un certo senso è ancor peggio
perché chi uccide un uomo uccide una creatura dotata di ragione, fatta ad immagine di Dio; chi distrugge un buon libro uccide la ragione stessa. (Milton)

Commento di
Nicola Costantino


La storia della civiltà trova nel pensiero dei grandi quel costante punto di riferimento che le permette di progredire e di riprendersi dopo la caduta.
Se venisse reciso quel filo che sempre collega le Istituzioni, in cui concretamente la vita di un Paese si articola, con gli studi dei grandi intellettuali del passato, una civiltà perderebbe la propria autocoscienza e rapidamente si degraderebbe.
Come potrebbe essere amministrata la giustizia senza il sostegno di una millenaria sapienza giuridica ?
L’immenso lavoro di ricerca di coloro che ci hanno preceduto è depositato nei libri che rappresentano il fondamento di ogni civiltà.
Distruggere un libro, impedirne la libera circolazione, falsificarne il contenuto è allora un grave, gravissimo crimine poiché colpisce l’uomo nel suo spirito.
Tuttavia questo crimine è stato commesso e continua ad essere commesso in vari paesi.
I periodi più bui della storia hanno visto e vedono dittatori e carnefici accanirsi contro i libri, nel tentativo, sempre fallito, di spegnere il dissenso, di appiattire le coscienze, piegandole ad una obbedienza cieca.
Non occorre risalire alle vicende della Controriforma cattolica, poiché il dittatore del Novecento hanno ampiamente dimostrato il loro odio verso la cultura e, di conseguenza, verso i libri.
Nell’Italia del ventennio fascista una rigida censura impedì la libera circolazione delle idee ed un solo testo di storia fu imposto in tutte le scuole italiane.
L’esperienza ci insegna che, quando si rompe il rapporto fra l’uomo e il libro, si preparano per l’umanità tempi terribili e foschi in cui tutte le aberrazioni diventano possibili.
Una civiltà senza Socrate e senza Cristo può anche esprimersi nella vergogna dei campi di sterminio.
Purtroppo ancora oggi in molti paesi si continua ostinatamente ad uccidere il libro per poter poi più liberamente uccidere l’uomo.

 
 
 

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