Un Omaggio al grande poeta Mario Luzi
di Nicola Costantino
 
   

E’doveroso e giusto a conclusione dei nostri incontri estivi,che hanno avuto un pieno successo.Noi non lo possiamo cancellare dalla nostra memoria, poiché lui fa parte della nostra stessa vicenda esistenziale e culturale. Mario Luzi fa parte della storia locale,oltre che di quella nazionale ed internazionale,essendo stato docente al Liceo Classico “Pellegrino Rossi” e protagonista della cultura massese.Io personalmente l’ho invitato più volte,assieme al prof. Salvatore Ragonesi.E l’abbiamo potuto ascoltare nei convegni che abbiamo organizzato,mentre parlava di poetica e di poesia moderna,del simbolismo francese e del realismo europeo.E abbiamo sentito recitare,lui presente,le sue poesie.Non posso dimenticare la sua commozione quando Pamela Villoresi declamò alcune delle sue più belle liriche scelte da noi nell’Auditorium dell’APT di Marina.
Luzi rimane dunque con noi che ne abbiamo alimentato e ne alimentiamo la memoria e che siamo stati testimoni e sostenitori della sua affermazione,quando era ancora in vita ed era vittima dell’emarginazione e della scarsa stima tra i critici della domenica,quelli che scrivono su giornali e riviste e pensano di essere i padroni assoluti della letteratura.Nella biografia luziana Massa deve rimanere,com’è,una tappa importante.Questa è la verità storica.
Luzi,per noi che l’abbiamo conosciuto davvero,non è solo il grande poeta e l’autore delle grandi raccolte poetiche,ma anche il saggista ed il critico letterario,lo studioso ed il docente universitario, l’uomo tutto d’un pezzo,umile e buono,sincero e onesto,generoso e coraggioso.Luzi ha svolto una lunga battaglia in difesa di un’idea non peregrina della letteratura e della lirica e l’ha affrontata con coraggio e dignità quando il vento sembrava favorevole al materialismo positivista e marxista.Egli mai si è sottratto al confronto e all’enunciazione delle sue opinioni,anche se esse non erano del tutto conformi e allineate con i potenti di turno.Anche per questo motivo noi gli siamo legati e gli siamo ancora grati.
Chi vuole le prove di ciò che sto dicendo,può andare a rileggere le pagine della raccolta di saggi intitolata “Tutto in questione”(Vallecchi 1965) e vedrà un Luzi battagliero e impavido scendere in campo per la difesa della sua concezione dell’arte e della poesia:“Ma teniamo ad affermare che per coloro per i quali il marxismo non interpreta tutta la realtà,e non sono così pochi,il dramma,ben diverso,della conoscenza,antico quanto l’uomo…continua ed è esso stesso vita e fonte possibile di poesia come fu sempre”. Così diceva Luzi negli anni Cinquanta del Novecento.Insomma,l’ideologia marxista non può occultare la condizione umana e stabilire d’autorità la fine della sofferenza o della disperazione con un generale divieto di soffrire o di cadere nell’infelicità.La letteratura è libera e indipendente dalle postulazioni della politica e dalle imposizioni e falsificazioni ideologiche.
La tensione critica e metafisica è la componente decisiva in Luzi,che sotto questo profilo è un vero Maestro.Egli mi ha insegnato che la poesia non è un settore estraneo alla cultura ed alla filosofia e che la liricità presuppone un notevole spessore di riflessione e di teoreticità.Senza di che, lo stile, le immagini,il linguaggio ed i simboli estetici perdono qualsiasi valore e significato.La “Nota” che Luzi ha voluto scrivere generosamente sulla mia raccolta poetica “Vanitas” è una ulteriore testimonianza dell’amicizia che ci legava,ma anche la manifestazione di un sentimento di profonda consonanza verso un’idea di poesia che tende a stabilire una relazione con la dimensione del trascendente.Fatte le dovute proporzioni,anch’io cerco la via della metafisica nella poesia.

 
 
 

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