LIBERTA’ FEMMINILE E VIOLENZA SULLE DONNE
 
 

 

 

 

La violenza sessuale contro le donne, pur esecrata da tutti, viene nel contempo da molti considerata come una sorte per così dire connessa con lo stato femminile e non pochi, soprattutto nel nostro paese, ritengono spesso addirittura colpevole di essa la donna, o perché indossa la minigonna, o perché attraversa una strada buia di notte, od anche semplicemente perché è bella e provoca così il maschio, o perché è di facili costumi e così via. Tale impostazione mentale, condivisa anche da persone di una certa cultura, è errata e deriva da concezioni antropologiche arcaiche ed arretrate, secondo le quali la donna avrebbe causato con la sua lussuria e mancanza di razionalità la perdizione del genero umano-vedi leggende religiose, tra cui, diffuso ancora oggi, il mito ebraico di Adamo ed Eva. In base a tali premesse non può meravigliare che la violenza sessuale contro la donna sia vista da qualcuno come una meritata punizione, dal momento che le varie divinità stesse avrebbero rilevato in passato all’uomo primitivo, quanto degenerata essa fosse e come quasi dovesse- e pertanto debba anche oggi- espiare i suoi peccati, subendo la violenza dell’uomo e della società a vari livelli. E’ fin troppo evidente che uno Stato civile non debba tollerare oltre a quanto possa avere fatto finora che un tale modo di pensare continui a sussistere e debba fare tutto il necessario per istruire i suoi cittadini onde superino il livello pseudo-cognitivo del pregiudizio.
Non si può negare che non sia possibile cambiare una mentalità arretrata in breve tempo, così come si può invece sostituire un mobile vecchio e tarlato con uno nuovo ed adatto alle richieste del momento, ma occorre capire che è tempo di cominciare a fare qualcosa in proposito, per esempio promulgando leggi che non tengano mai conto della cosiddetta provocazione femminile nei casi di violenza carnale, in quanto, dove essa avvenisse, questa non avrebbe mai come meta lo scatenamento della violenza, ma la produzione da parte dell’uomo del corteggiamento della donna, ossia farebbe parte di quei preliminari che accompagnano sempre la conclusione del contratto matrimoniale. Sarebbe altrimenti come considerare il gioielliere colpevole dello scasso della vetrina e del furto delle sue gioie, in quanto, essendo esse esposte all’ammirazione del possibile acquirente, provocherebbero quest’ultimo che, incapace di resistere alla tentazione, si potrebbe sentire in diritto di rompere la vetrina e di usare violenza, invece di entrare in possesso dei gioielli nel modo giusto, ossia acquistandoli regolarmente e pagando il prezzo che il loro possesso pretende. Non aiuta la donna il fatto che certe confessioni religiose le proibiscano di entrare nei templi a braccia scoperte, quasi che la loro nudità costituisca un affronto alla divinità ; ritengo inoltre che sia soltanto ipocrita da parte della società osannare alla Madonna e nel contempo considerare inadatta la donna ad esempio ad amministrare un’azienda o un culto religioso in nome di una sua asserita non qualificazione, ciò che equivale a trattarla come un essere inferiore all’uomo, in altri termini ad usarle violenza morale- sappiamo che questa è strettamente collegata a quella fisica, nel senso che la precede. Occorrerebbe a mio giudizio cercare di eliminare gradualmente i pregiudizi sociali arcaici, al permanere dei quali la donna deve, in alcuni paesi più che in altri, la sua posizione di non parità rispetto all’uomo. Come già accennato, l’innalzamento di essa da parte della Chiesa quale procreatrice può sembrare motivo di gloria per il sesso femminile, ma in pratica corrisponde a relegarla nella condizione più primitiva che essa ha ricoperto nella civiltà umana ed a considerarla ancora principalmente come un mezzo, non come un essere umano libero- nessuno esalta il maschio per la sua funzione paterna, non in quanto egli non l’abbia, ma per il fatto che non ha solo quella, la quale anzi non occupa neppure il primo posto nella graduatoria dei suoi valori. Finchè dunque la donna, con l’aiuto di ideologie primitive, rimarrà confinata nell’ambito della sfera sessuale con tutti i suoi corollari, sarà quasi ovvio che possa subire una violenza carnale, di cui sia la presunta colpevole.




 
 
 

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