LA CULTURA E LA VITA DEI GRECI
ORIGINI DELLA FILOSOFIA GRECA

Come è nata, e dove, la filosofia? E’ questa la domanda di partenza, alla quale, per esempio, già Aristotele tentò di rispondere. Una tradizione che risale ai filosofi giudaici di Alessandria
(Primo Sec.a.C) afferma che i filosofi greci avrebbero derivato le loro concezioni filosofiche da dottrine ebraiche, egiziane, babilonesi, indiane.
Questa tradizione, però, non trova fondamento nelle testimonianze più antiche, anche perché le indicazioni cronologiche che si hanno sulle concezioni filosofiche e religiose orientali sono così vaghe da rendere quasi impossibile stabilire una loro priorità temporale rispetto alle corrispondenti dottrine greche.
In realtà questa tradizione, sorta molto tardi nel panorama della cultura greca, fu sopportata, in un’epoca dominata dall’interesse religioso, dalla credenza che le popolazioni orientali fossero detentrici di una sapienza originaria e dal desiderio di collegare le grandi religioni orientali alle manifestazioni più importanti del pensiero greco. Quindi, anche se si può presumere che alcune dottrine greche siano di derivazione orientale, ciò non toglie che la filosofia greca si manifesti con caratteri originali, che ne fanno un fenomeno unico nel mondo antico e il presupposto storico della civiltà occidentale.
In primo luogo, infatti, la sapienza orientale è essenzialmente religiosa e concepita come patrimonio di una casta sacerdotale la cui sola preoccupazione è quella di difenderla e di tramandarla nella sua purezza. Per i Greci, viceversa, ogni uomo può filosofare perché l’uomo è un animale razionale, in grado di cercare in modo autonomo la verità.
Di conseguenza, se la sapienza orientale è fondata sulla tradizione, la filosofia greca è essenzialmente ricerca, in quanto l’uomo non possiede la sapienza, ma deve cercarla.
La filosofia, quindi, deriva da un atto di libertà di fronte alla tradizione, all’opinione corrente, al mito, al di là dei quali essa cerca di procedere, attraverso un’indagine puramente razionale. Essa, infatti, non è sofia, cioè sapienza, ma filosofia, cioè amore per la sapienza.
In quanto ricerca autonoma e razionale, di conseguenza, la filosofia viene ad essere l’atteggiamento proprio e basilare di tutte le scienze, dato che ogni scienza o disciplina umana, essendo ricerca autonoma, è filosofia. La filosofia è quindi il problema della ricerca e del suo valore per l’uomo, in quanto ricerca consapevole di sé e del proprio valore.
In questo senso, Platone considera la filosofia come la scienza per mezzo della quale non solo si sa, ma si è in grado di fare un uso vantaggioso della sapienza acquisita.
Aristotele, poi, conferisce una supremazia alla filosofia prima, cioè la metafisica, rispetto alla filosofia seconda e terza, cioè la fisica e la matematica. A loro volta, gli stoici concepiscono la filosofia come lo sforzo verso la sapienza e gli epicurei come l’attività che rende felice la vita.
In ogni manifestazione del pensiero greco, quindi, la filosofia si presenta con quel carattere di amore della sapienza che si ritrova nella stessa etimologia della parola: come una ricerca, quindi, che in qualche modo è fondamentale per tutte le altre e apporta un sapere indispensabile per la condotta e la felicità della vita umana.

Note bibliografiche:

G. Colli: la nascita della filosofia greca,Adelphi,
Milano,1975.
E. Zeller: Compendio di storia della filosofia greca,
Vallecchi, Firenze, 1922.

 



 
 
 

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