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"L'AMARO DISTACCO E LA SUBLIMITÀ' DELLA STORIA" ROMANZO STORICO DI NICOLA COSTANTINO
 
   

Una nota critica del prof. Franco Cardini


Per la prima volta nella narrativa italiana ci troviamo di fronte ad un protagonismo storico che parte dal Sud. Il giovane Nicola,il protagonista che fa da collante narrativo,inizia il suo viaggio dalla città siciliana, Patti, nel corso dei bombardamenti aerei che preparano lo sbarco degli Alleati nell'Isola del 9-10 luglio 1943 ed attraversa quasi tutta l’Italia, fino all'Alta Toscana, vi vendo intensamente i disagi e le difficoltà degli umili e partecipando attivamente alla lotta di liberazione nazionale. Si tratta di un romanzo breve,scritto nella forma essenziale e letterariamente efficace con lo scopo evidente di riguadagnare il Sud alla storia nazionale e di rivedere la lotta di liberazione secondo parametri storiografici assolutamente inediti,che però non sono privi di verità.11 racconto è infatti veritiero e verificabile, poiché l'autore è il testimone diretto degli avvenimenti che realisticamente descrive usando la prima persona. Egli aggiunge un nuovo punto di vista ai tanti modi in cui finora si è sviluppata in Italia la narrativa sulla Resistenza. E lo fa con uno stile sorprendentemente fluido ed elegante.
La bella prefazione del prof. Salvatore Ragonesi, storico della filosofia e autore a sua volta di saggi storici sulla Resistenza civile a Massa e Carrara, definisce puntualmente il significato complessivo dell'opera,inquadra cronologicamente la vicenda narrata e caratterizza concettualmente la profonda e vasta portata letteraria del lavoro,che permette di ripercorrere la storia d'Italia dal basso verso l'alto,dal Sud al Nord,in una nuova epopea garibaldina che prende l'avvio questa volta non dallo Scoglio di Quarto,ma direttamente dalla Sicilia. E la Resistenza ha una connotazione civile,morale e religiosa grazie alla partecipazione di parroci, frati, suore e laici disarmati. Tutto ciò viene espresso nel linguaggio della letteratura,cioè nel modo simbolicamente e stilisticamente più adeguato. La verità si fa cosi strada nella letteratura,che impone alla storia i suoi nuovi ritmi e chiede di rivedere non tanto i contenuti della Resistenza quanto i giudizi, luoghi e le dimensioni della lotta di liberazione con i tanti suoi protagonisti moolti di più di quel che non sì creda a cominciare da tutti coloro che hanno rischiato e pagato con la vita. Anche i parroci e le suore della provincia di Apuania, i frati francescani di Roma, i frati certosini di Farneta caduti per la causa della libertà ed i parroci di Vinca, di Fosdinovo e di S. Terenzo uccisi nelle stragi assieme alla loro gente. Per la prima volta un romanzo fa chiarezza sulle vicende della seconda guerra mondiale e sulla Resistenza narrandole con le immagini ed i colori della buona scrittura,sicché posso affermare tranquillamente che il lavoro creativo di Nicola Costantino è perfettamente riuscito nella sua fusione del profilo estetico-stilistico con quello storico-politico.


Prof. Franco Cardini

         

     

L'AMARO DISTACCO ROMANZO STORICO
DI NICOLA COSTANTINO

 
 

Per la prima volta nella narrativa italiana ci troviamo di fronte ad un protagonismo meridionale nel tempo della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Il giovane Nicola parte dalla sua città siciliana con la sua famiglia nel corso dei bombardamenti aerei che preparano lo sbarco degli Alleati nelll’sola del 9-10 luglio 1943 ed attraversa quasi tutta l’Italia, partecipando attivamente alla lotta di liberazione nazionale che si conclude a ridosso delle Alpi Apuane.
Si tratta di un romanzo breve,scritto nella forma essenziale ed efficace con lo scopo di riguadagnare il Sud alla lotta di liberazione nazionale dalla quale e stato escluso ingiustamente sia dalla vasta storiografia che dalla letteratura. Il racconto e veritiero e verificabile, poiché 1'autore e il testimone diretto degli avvenimenti che realisticamente descrive usando la prima persona,ed aggiunge un nuovo punto di vista esistenziale e storiografico ai tanti modi in cui finora si e sviluppata in Italia la narrativa sulla Resistenza. La Prefazione del prof. Salvatore Ragonesi, storico e filosofo di valore,e autore a sua volta di saggi storici di grande originalità sulla Resistenza locale a Massa-Carrara, ne definisce chiaramente il significato storiografico e ne caratterizza la profonda e vasta portata Letteraria. La storia d'Italia finalmente può essere condotta partendo dal Sud,in una nuova epopea garibaldina che parta questa volta non dalla scontata sede di Genova,da!lo scoglio di Quarto,ma direttamente da Marsala e in una Resistenza che può girare anch'essa attorno ad un asse inedito ma vero, anche se espresso nel linguaggio raffinato della letteratura, cioè nel modo simbolicamente e stilisticamente più adeguato. La verità si fa cosi strada nella letteratura che impone alla storia i suoi nuovi ritmi e chiede ai lettori di rivedere non tanto i contenuti della Resistenza quanto i giudizi,i luoghi e le dimensioni della lotta di liberazione,alla quale hanno partecipato a pari merito tutti coloro che hanno sofferto,rischiato e pagato con la vita. Anche i parroci di Massa,i frati francescani di Roma e le suore del Sacro Cuore di Carrara vi hanno partecipato,ed i frati certosini di Farneta caduti per la causa della libertà ed i parroci di Vinca, di Fosdinovo e di S. Terenzo uccisi nelle stragi assieme alla loro gente. Per la prima volta un romanzo fa chiarezza anche nelle vicende storiche,narrate ovviamente con le immagini ed i colori della buona scrittura letteraria, sicché anche sotto il profilo estetico si può
affermare che il racconto e perfettamente riuscito. L'andamento stilistico non cede mai ai tanti vizi grammaticali e, più ancora,dialettali che hanno caratterizzato la stagione ormai esaurita del neorealismo. Questo di Nicola Costantino e un romanzo dal forte sapore autobiografico che si fa leggere e che e tutto da leggere, dal racconto dei primi amori adolescenziali a quello della sofferenza in presa diretta dei profughi e degli sfollati,dalla messa a fuoco della Resistenza meridionale al divampare della generale lotta di liberazione a Roma e nelle città e nei villaggi delle Apuane e della Lunigiana,dalla rappresentazione,con poche pennellate,della tragica situazione degli ebrei romani a quella dei militari che si danno alla lotta di liberazione e che vanno ad incrementare il mondo dei partigiani. Tutto ciò rientra in un'opera che non può sfuggire ad una critica sincera ed onesta.
 
 
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