:: POESIE ::
         
     
DECADENZA
 

 

 

 

Nel disordine i poteri nascosti esplodono,
allungano la forza degli istinti atavici
che dilagano con scatti trasversali
e sorprendono persino le coscienze pure.
Distruggono valori che provengono
dalla trascendenza forse intimidita anch’essa
dalla potenza dell’immanenza che propone
luoghi di vertiginosa e immaginifica libertà
nel grande oceano della miseria morale
accumulata nei secolari serbatoi
di rifiuti mai del tutto smaltiti.
Causa di morte la magnificazione dell’utile
spinto fino all’inverosimile limite dell’autodistruzione.
Ma decade la falsa magnificenza abbagliante,
decade pure la falsa bellezza effimera,
il Bene autentico non si squalifica e non si scioglie nel liquame
di un male profondo, inconoscibile, dagli esiti devastanti.
La bestemmia ontologica contro il Padre dell’universo
lascia piaghe brucianti e incurabili
al viandante che percorre la via dell’inutilità
e che si appella al nulla dell’evanescente
stupore della stupida oggettualità colorata.
I colori colpiscono l’occhio ma non il cuore
e danno acuti dolori se non sono alleati
con la salda energia metafisica dello spirito.
La preghiera rinnovata dell’uomo non decaduto
è la ricerca costante della sacralità
nel mondo velenoso dell’inumano.
Si deve entrare nella porta stretta della virtù evangelica
e stare alla larga invece dagli ingressi spaziosi
che portano nel mondo della nullità.

Nicola Costantino

       


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