:: POESIE ::


         
     
MIRAGGIO
   

 

Tra le strutture incastrate nel cielo
gli organi luminosi del vento
disperdono assolate melodie di silenzio.
Nelle pure navate della solitudine
la luce ha risonanze di dilatati orizzonti,
l’ombra ha claustrali intimità
d’abbandono.
Il pavimento erboso s’incupisce
di gemme geometriche smeraldine,
che i pilastri scandiscono
in ritmi d’una musica deserta,
guidata, dalla fuga delle gotiche arcate,
verso l’abside trasforata d’immenso.
Ombre inarcate di lontananza
addensano profondi echi segreti
nella cadenza di percezioni remote
sotto gli aperti cieli del rimpianto.
E sembra che ogni storia non vissuta,
che innalzò cattedrali di speranza
verso sognate luminosità solitarie
riviva nella placata immobilità
d’una pace,
che si dilaterà nella sera
quando questo tempio dirupo,
chiaro miraggio di smarrite serenità
lunari,
ritroverò le sue volte perdute
nella siderea volta dell’infinito

 




 

 
 
       


















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