:: POESIE ::


         
     
Mater
    Nei miei ricordi lontani
nutriti di orribili segni
appari tu, mater, a calmare
l'anima sconvolta con antica cantilena.

Sento ancora quel filo di voce
soffocato nell'arida gola
staccarsi dalla volta celeste
a evocare mondi sublimati.

Ho superato di Scilla le insidie
delle subdole acque dolorose,
ho riudito la purezza del tuo canto
e rimesso il mio cuore nella memoria.

Ultima rivelazione la tua dolcezza
che la necessità ferisce impertinente
nella pittura delle crude apparenze
dissimulate dall'ondeggiar dei colori.

Era la chiave del cielo la tua voce
che mi restituiva nell'inquieta ricerca
sui muri straziati di lamenti
l'eco ancor chiara di quella cantilena.

     
       










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