:: POESIE ::

         
     
L'importanza della lettura
   

Una percentuale di studenti (26%) giustifica il fatto di non leggere per mancanza di tempo

Quand’ero studente di ginnasio mi sembrava, come ai miei allievi di questi ultimi anni, che la raccomandazione alla lettura fosse una fissazione dei nostri insegnanti, smaniosi solo di farci abbandonare Nick Carter, Petrosino, o Salgari e Verne per Avvicinarci a Manzoni, Nievo, Fogazzaro, Fucini, Pellico.
In seguito invece mi resi conto come la migliore preparazione a pensare e a scrivere sia leggere molto bene.
Infatti chi legge si mette, per così dire, in comunicazione con l’autore del libro, e si ammaestra e si ricrea attraverso questa acquisizione di linfa nuova, che gli dona alimento per il cervello e per il cuore.
Non si deve dimenticare poi che non solo la lettura educa l’animo e l’ingegno ma ci perfeziona nella conoscenza della nostra lingua; essa ci dà l’idea, il sentimento, l’immagine ed anche la parola, la frase che in modo più adatto la esprimono.
Qualcuno potrebbe chiedere: che cosa bisogna leggere ? Non si possono dare regole assolute in materia.
Agli studenti mi permetto però di suggerire libri che insegnino qualche cosa di utile per la vita: anche romanzi (purchè non sdolcinati o troppo fantastici o dai sentimenti morbosi), ma soprattutto libri di storia, di viaggi, autobiografie che contribuiscano ad allargare e a completare le aride e fredde cognizioni dei libri di storia.
Come bisogna leggere?
Se la lettura tende a costituire un passatempo o a soddisfare malsane curiosità, ben scarsa utilità essa offre.
Bisogna piuttosto leggere riflettendo su ciò che si legge, analizzare, confrontare. Può darsi che nel libro vi siano pensieri o frasi non conformi al nostro modo di vedere: si cerca il motivo delle analogie, delle differenze, ci si rende ragione di tutto.
Si deve portare insomma nella lettura non una intelligenza passiva ma una mente attiva, operosa, atta a rendersi conto di ogni cosa.
Il professor Morpurgo in un suo libretto :” come s’ha da svolgere” (Levia gravia), ed.. Mondatori, consiglia di raccogliere in un quaderno, man mano che si legge, il succo, la sostanza, di ogni capitolo così che in breve si ha un riassunto elaborato personalmente di ciascun libro letto.
E’ in effetti un esercizio utilissimo, che andrebbe eseguito spesso da tutti, anche perché abitua alla sintesi, a scoprire in ogni libro le idee essenziali, eliminando le esposizioni accessorie e arricchendosi di un inestimabile bagaglio di pensieri, fatti, sensazioni.
Qualcuno si chiede se sia opportuno leggere passi di autori antichi :pur consentendo che i classici del Trecento o del Cinquecento costituiscono una lettura utilissima, ritengo che sia preferibile per i giovani studenti leggere autori moderni, che offrono situazioni e fatti più aderenti alla loro vita, in una lingua viva, schietta, semplice, espressa dagli scrittori moderni più efficaci e spontanei.



 
 
       


















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