:: POESIE ::


         
     
Il fiume dell'esserci
   

Le acque scorrono tumultuose
nelle alte gole anguste,
strette in pareti ruvide di scura pietra.

Venti prepotenti le accarezzano nella larga pianura.

Fitto fogliame impedisce negli anfratti
di colloquiare con la luce del sole.

Rallentano, si allargano, poi riprendono la corsa;
trovano il tempo di misurarsi con la riva,
prima di precipitare dai dirupi
e infilarsi nei sotterranei marini.

Recupero le percezioni contrastanti,
anche di terrore e di odio,
mi faccio condurre dalle melodie,
cerco il respiro nella pausa dell'ansa.

La mia mente rallenta i pensieri,
elimina le forme spigolose delle emozioni,
semplifica nella quiete la complessità.

Poi scivola nella vertigine degli interrogativi.

Qui l'ambiguità del dubbio
penetra come una spada
nel tessuto vivo della carne dolente.

Il fiume continua la sua corsa
e riempie la corposa fantasia
di astratti simbolismi non risolti
nell'attonito andirivieni del vivere.

     
       















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