:: POESIE ::


         
  A FABRIZIO QUATTROCCHI
FALLUJIA APRILE 2004

 
Fallujia
   

Dal Sud a Oriente per vie tormentate
non ti ha trattenuto il Simeto
e ti sei accostato al torrente di fuoco
con ingenua speranza proibita.

Hai trovato il Minotauro terribile
assetato di sangue nell'esito finale
d'una meta chiusa da Thanatos
nelle tortuosità del labirinto.

Offerto all'invisibile Mostro,
fosti divorato da spaventosa voragine
aperta dal nuovo ingresso, a Babilonia,
nell'imperdonabile dedalo d'intrighi.

Il tuo occhio scorreva limpido
ancora per assolati campi siculi
e alzava il velo italico
nella prova estrema abissale.

Un giovane spinto a Fallujia
per dipanare i fili del mondo
e ridare misura allo spazio
volò vicino al sole rovente.

Si sciolgono le ali
di cera inumidita
nel pantano iracheno
e non bastò il grido d'orgoglio
a conservare integre le spoglie.

All'Italia incredula non fu detta
l'indicibile verità .
Non fu gloria di Stato.

     
       










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