:: POESIE ::


         
     
La venuta di Cristo

Un tradimento perpetuo
   

Sottratto al tempo antico
dopo secoli folgorasti il cuore,
la tua divina nostalgia dell’uomo
debole e perituro ti chiamò.

Ed oggi vegli sugli umani
dalla parete alle mie spalle
curvo su eterne pagine rimediti
le ragioni della mia sorte e al fondo
del dolore ravvisi il passo immobile
dell’umanità instabile.

Dalle palpebre semichiuse
sferzate e sanguinanti filtra
lucesplendida disattesa,
dalla bocca contratta il grido muto
e sovrumano del Suo Amore.

Chiama per me il Padre,
chiama dal luogo ai limiti del mondo
per trascendere una terrestrità
che ha tradito.

     
       










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