:: POESIE ::

         
     
“CONSIDERAZIONI” SULLA LINGUA ITALIANA
   


di Nicola Costantino

La lingua è un organismo vivente. E questo è risaputo e, anche,quasi universalmente riconosciuto.
Ciò che invece trova resistenza e fa fatica ad essere accettato, almeno in Italia, è il fatto che, qualsiasi lingua, proprio in quanto è organismo vivente, ha una sua propria vita, con tutte le tappe che ogni vita deve percorrere: la lingua nasce, cresce,e, a volte, può anche morire.
Ma questa considerazione, nonostante le apparenze, che dovrebbe portare a ben altro atteggiamento nei confronti della lingua, sembra che abbia avuto un effetto contrario, per così dire, destabilizzante di quella che è la vera natura, profonda e palpitante, della lingua.
Cioè, si è quasi sempre cercato, fin’ora, di creare un codice della lingua, che per mezzo di regole ben definite, cristallizzasse il modo di usarla, attraverso la scoperta e lo studio degli elementi che la costituiscono, e imponendo per ognuno di essi le modalità e gli scopi dell’impiego, e di conseguenza imponendo alla lingua stessa dei limiti.
Si è cercato, in altri termini, di imporre un concetto di correttezza grammaticale-conprendente di pari anche i concetti di purezza e di stile-con valore assoluto, oltre il quale è improbabile spingersi senza andare fuori-legge.
La lingua, invece, proprio quella che parliamo e a volte scriviamo, è “potere” e non si assoggetta facilmente alle imposizioni della “norma”. Essa diviene, cambia, muta, al dilà di ogni rigida classificazione dettata dalla volontà dell’uomo, perché non è mai espressione di un singolo, ma è, bensì, espressione di una collettività, che essendo in continuo divenire, deve necessariamente trasformare la propria lingua, adattandola ai propri gusti e alle proprie esigenze.
A questo punto il discorso, da culturale, diventa necessariamente politico,, in quanto l’individuo tanto più vale e tanto più è libero, quanto più conosce e quanto ha gli strumenti necessari per esprimere le sue conoscenze e il suo pensiero.
Il linguaggio umano, perciò, è potere, in quanto contrariamente ai linguaggi degli animali, o altri tipi di linguaggi come potrebbe essere ad esempio il linguaggio della matematica, che sono capaci di esprimere solo determinate cose, ha la capacità di poter esprimere tutto. Lo scienziato ad esempio, può parlare di atomi e di scissione, ma può allo stesso tempo, per mezzo delle parole, esprimere dolore o un altro sentimento, può in alcuni casi, dire se il valore della sua scoperta è positivo per il genere umano o se potrebbe essere letale e, quindi, mettere in guardia gli altri componenti della comunità. Cosa questa che non può fare il linguaggio puramente scientifico , fatto solo di formule e di elementi limitati e ben definiti.
Ma a questa “potenza” della lingua, deve corrispondere una reale possibilità di espressione che parte innanzitutto dalla conoscenza e padronanza degli elementi basilari che governano una lingua, dimodocchè il fruitore del linguaggio, possa in ogni tempo servirsene e modificarlo nel migliore dei modi; quindi il problema diventa nuovamente culturale, in quanto, fatta una scelta politica, implica necessariamente un discorso di metodo in relazione alla realtà sociale in cui tale metodo deve essere applicato.
Partendo da queste considerazioni, si può giungere a dire che la grammatica non è solo lo studio delle norme che regolano una lingua, ma è anche in parte conoscenza dell’uomo e della società per i quali e dai quali la lingua è nata. Ma conoscere l’uomo, significa anche conoscere la sua morfologia, la sua psiche, la sua cultura intesa in senso antropologico. Di conseguenza lo studio della grammatica, non dovrebbe riguardare solo la regola grammaticale pura e semplice, ma dovrebbe rivolgersi in direzione dell’uomo visto nella sua interezza.
Fin’ora, purtroppo, in Italia, nonostante il sovrabbondare di grammatiche rivolte essenzialmente al mondo della scuola, in conformità all’atteggiamento sopra descritto, che vuole la lingua quasi sempre racchiusa nell’angusto ambito di alcune determinate norme, mancava uno strumento che, rivolgendosi alle persone colte, nel senso che abbiano già una certa pratica della lingua e volessero eventualmente approfondirne la conoscenza, tenesse conto delle nuove conquiste della linguistica, e presentandosi come uno strumento rigoroso dal punto di vista scientifico, lasciasse aperti i giusti spiragli, alle immancabili trasformazioni e innovazioni.
Mi sembra che ora questa lacuna venga colmata dalla pubblicazione della Zanichelli:” la lingua italiana” di Maurizio Dardano e Pietro Trifone. Si tratta di una grammatica che, come si è detto, si rivolge essenzialmente alle persone “colte”, ma non per questo non può essere utilizzata da un pubblico più vasto. Anzi, al contrario, si rivela uno strumento agilissimo e di facile consultazione, ricco di indici e di inserti esplicativi.
Partendo dal latino, tenendo presente gli strumenti nuovi offerte dalla linguistica moderna, e tenendo nella giusta considerazione l’importanza dei dialetti, gli autori tracciano un profilo veramente sapiente della nostra lingua , non trascurando gli agganci storici e quelli con le altre lingue e con le discipline parallele. In tal maniera, attraverso un discorso abbastanza piano, tutto viene esaminato e, contemporaneamente, al lettore viene data l’indicazione per l’eventuale soluzione dei problemi che giornalmente la lingua pone.
Non quindi, solo uno strumento di consultazione, ma bemsì, un libro di lettura che, presentandosi-sia detto di passaggio-in veste editoriale molto bella,va affrontato con la consapevolezza che ogni regola è necessaria per esprimetsi e comunicare con gli altri uomini, ma anche con la certezza che niente è immodificabile, e la lingua, al pari di ogni altra cosa, muta col crescere o col diminuire del grado di civiltà.
Sarebbe bene, infine, che questo libro venisse adottato nelle scuole superiori e nelle università: Ma anche per questo, senza fretta, diamo tempo al tempo.


 

 
 
       


















Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti se non autorizzati - Bedlam Design Carrara >>