:: POESIE ::


         
     
L' azzurra venere
   

Dell’antico respiro rimane corolla franta,
a sera raggomitoli una liturgia di echi.

Quale declivio discendeva il tuo mistero
quando il sole si bagnò nel mare infinito dei tuoi occhi.

Connubio notturno strinse la quiete luna
con l’ansare ineguale del tuo cuore
annegato come un’isola nell’oasi proibita del tuo corpo.

Ora attingo la pace sul volto smarrito
fino al risveglio dei girasoli, esalerò nel suo fragile silenzio.

 
 
       














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