:: LA SCOMPARSA DI MARIO LUZI ::








         
     
LA SCOMPARSA DI MARIO LUZI
   


E' SCOMPARSO IL PIU' GRANDE POETA CIVILE DEL NOSTRO TEMPO


Mario Luzi era di casa a Massa. Dopo aver insegnato in anni lontani al Liceo classico "Pellegrini Rossi", vi tornava volentieri a rimeditare le speranze giovanili e non negava mai la sua presenza quando veniva invitato per gli incontri sul Novecento.
Era prevista la concessione della cittadinanza onoraria per la prossima primavera ed era stato concordato tutto con il Poeta, ma i tempi della storicità non sempre concordano con le profonde ragioni dei ritmi dell'esistenza. Egli adesso ci manca, e manca soprattutto a coloro che apprezzano la poesia e la letteratura e ne sanno cogliere le esigenze di alta spiritualità.
Luzi era un poeta- filosofo, il testimone fedele di una poeticità non erratica e abbandonata a se stessa ma consapevole dei segni, dei significati e dei suoni, e soprattutto della vicenda storico- metafisica dell'uomo moderno impegnato nella fitta trama di immanenza-trascendenza. In questo senso egli ha rappresentato in modo singolare una dialetticità di tempo-eternità, che è divenuto il luogo privilegiato della sua poesia e il simbolo della perenne vitalità del suo messaggio poetico."
L'itinerario artistico di Luzi è stato lungo e vario, ma l'essenza di questo itinerario, come il viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, consiste nella perfetta fusione del flusso continuo delle emozioni esistenziali con la rivelazione illuminante dell'eterno.
La forma poetica luziana sta proprio nell'intreccio tra rappresentazione del tempo storico e irruzione rievocativa dell'eternità, che solo un poeta-filosofo poteva immaginare e realizzare.

A Massa Luzi ha avuto tanti amici che lo hanno circondato di affetto e simpatia anche quando egli non aveva ancora riscosso il grande successo. Tra costoro vi è il poeta Nicola Costantino, che ha avuto il privilegio di vedere declamate le sue poesie assieme a quelli di Luzi, da Pamela Villoresi e che ha ricevuto da Luzi proprio in questi giorni la valutazione assai lusinghiera dell'ultima raccolta poetica "Vanitas" in procinto di essere pubblicata.
Qualche giorno prima della scomparsa, Costantino gli aveva fatto pervenire una sua lirica dal titolo emblematico "La vita", che Luzi ha giudicato eccezionale per la forma e la problematica esistenziale e metafisica.
La riproponiamo:

LA VITA

Si è consumato il mio tempo
nella fuga dei giorni
e lei rideva, giocava
trattando la corolla dell'esistere
come un giro di danza.
E poi il diluvio
ha sfrondato
i ricordi e mutato il presente.
E lei, piccola compagna,
è sparita,
molecola infinitesimale, ventaglio d'illusioni,
embrione di sogno,
bruciata nel lampo della morte
lungo l'eclisse spaziale.


All'umile poeta "Mario Luzi" lo ricorderemo ancora con nostalgia come l'ultimo grande poeta civile del nostro tempo.

     
       




         
     
Nota di Mario Luzi alla poesia "La vita"
   
Dal concreto preciso spunto mnemonico scaturisce il cosciente e veloce passare dei giorni, fa rivivere i ricordi di una donna che non ha saputo cogliere se non la superficialità dell'esistere.
"Il diluvio" in questo passo mi sembra metaforico e può rappresentare la purificazione dell'anima dai ricordi e la coscienza del presente certamente diverso dopo la sua scomparsa. Poi l'amaro della morte non corporea, ma estemporanea e la sua disgregazione in effimera illusione.
 
 
       







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