Enrico Ferri, uomo di scienza e di passione politica
Un profilo intellettuale e morale tracciato dallamico
Nicola Costantino
Lho conosciuto quando era ancora nella pienezza delle sue energie fisiche e intellettuali e nel sicuro possesso delle sue conoscenze giuridiche e delle sue capacità dialogiche e persuasive, e in questi giorni del suo triste peregrinare per gli spazi infiniti dellesistere, che non hanno precisa collocazione mentale e ideale, me ne sono ricordato, nellimpossibilità drammatica di poter apprendere dalla sua viva voce le ultime nozioni di diritto e di poter conversare con lui sui temi più attuali e scottanti della politica, che certamente avrebbe saputo sviscerare con somma sapienza e massima acribìa. Egli avrebbe tante cose da dire, ma la sua fonte intellettuale adesso è quasi spenta, perché la sua ricerca ha esaurito le possibilità di conquista e si è fermata dopo lultimo ostacolo che è stato da lui superato nella brillante dialettica della conversazione, cui aveva dedicato buona parte del suo tempo, oltre che allo studio ed alla meditazione.
Il cerchio del suo lavoro si chiude nel giro della ripetizione continua e delleterno ritorno dellidentico, ora che la speculazione giuridica può avvenire solo con misure che non sono intellegibili e intercettabili nellordine normale e quotidiano delle cose. Rimane però il suo impegno nella vita e ciò che ha fatto di buono e di bello, ed il suo entusiasmo giovanile, ed il suo sorriso sempre pronto sulle sue labbra sincere che lo conducevano al rispetto del suo prossimo ed al disprezzo dei dogmatici e dei falsi sapienti. Egli amava discutere e confrontarsi con le persone più modeste, quelle che non si danno tante arie e posseggono un segreto patrimonio di nozioni e di saperi, tutti spendibili nellumiltà socratica del dialogo e della quotidiana comunicazione. Ma non disdegnava di confrontarsi con studiosi di valore quando veniva invitato in dibattiti impegnativi nelle sedi più qualificate. Ricordo la sua brillante partecipazione al dibattito pluridisciplinare sul "Novecento" organizzato dal preside prof. Salvatore Ragonesi nel suo Liceo ed il suo dialogare effervescente, competente ed appassionato con Norberto Bobbio, Nicola Matteucci e Gianfranco Pasquino sul tema della democrazia, e la sua costante e vivace presenza negli incontri da me organizzati a Massa.
Mi sono avvicinato a lui più di trentanni fa proprio per questa disponibilità al dialogo, per la sua competenza nelluso degli strumenti giuridici e per la sincerità nel dire senza orpelli e barocchismi quello che effettivamente avvertiva il suo animo. Sono stato sempre appagato nelle mie richieste e sempre sono uscito sereno dalle nostre lunghe conversazioni e dai nostri pacifici incontri. Ho appreso da lui larte del conversare pacificamente e dellironia sottile, cosa che non è facile da reperire negli uomini del nostro tempo; ed è questa uneredità di cui usufruiscono certo particolarmente coloro che sono stati a lui più vicini.
Continueremo le nostre conversazioni nel mondo ideale, là dove si può ancora dialogare senza cercare di possedere, ma perseguendo soltanto lessere, la bellezza e la grazia del vivere, e non la pesantezza, la stupidità e la volgarità dellapparire e dellavere. Abbandonato il cammino progressivo, rimane ad Enrico per oggi e per domani litinerario sacro del ricordo e dellapprodo, che è una sintesi di certezze e di forme altamente positive di un vivere pieno e dignitoso. Egli è un Uomo degno di essere amato per le sue qualità messe in campo, e sono sicuro che gli amici non lo lasceranno senza un sentimento di nostalgia e un ricordo di ciò che di buono é stato da lui prodotto, a cominciare dal Centro di Studi Giuridici Lunigianesi.
La sua fede politica è un capitolo che merita un discorso serio, che qui non può essere affrontato. Nellintensa stagione politica degli anni Ottanta-Novanta fu tra i protagonisti del dibattito non in sede locale e provinciale, ma in quella nazionale ed europea e partecipò alla riflessione generale ed alla riforma del sistema politico. Quanto di quella riflessione riformista sia adesso rimasto, ciò è oggetto di ben altra considerazione. Ma bisogna dire che la sua azione politica è stata attenta alla costruzione di rapporti positivi, come la sua capacità di relazione umana, che non ha mai visto nemici allorizzonte. Lamicizia, per lui, andava ben oltre ogni conflitto ideologico.
Massa,19.09.2011