:: POESIE ::


         
     
Un canto Tindarico
    Un colle nacque dal Tirreno
verdeggiante del sorrìso etneo
con trepidante pudore verginale
sulla lavica architettura simmetrica.

Un suono di campane lontano
nello stridore del tempo sacrilego
accompagna pure immagini
di placanti memorie antiche.

Un cantò tindarico di tenerezza
sospeso nell'azzurro cristallo
richiama la fedeltà del figlio
all'ora dei sacri pensieri.

Con grazia accarezza la spalla
dolce posando lo sguardo,
s'accosta pietosa alla vista
una madre.

La voce del vento s'infrange
sullo scoglio perduto nei flutti,
rimbomba negli anfratti rupestri,
riecheggia nell'agorà deserta.

Rifluisce nel biondo selciato,
percorre i campi d'ulivi,
s'addolcisce al tepore di salsedine,
si colora di umile preghiera.

Il sole risplende su atavici miti
riscaldando i lunghi sentieri,
riconquista il sogno dei Tindaridi
bruciati da nuova storia divina.

Alla dea del ciclo di Trinacria
nel tramonto degli astri laconici
invocano ancora soccorso devoto
i figli in balia delle onde.

Attraversando l'aria vorticosa
la celeste appare veloce
a sciogliere le furie maligne
nella bufera della notte crudele.

     
         










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