:: POESIE ::


  Alla città di Massa      
     
Apuania
   

Sono un nulla
continuamente plasmato dai tuoi tramonti
rubati alla fragranza fuggitiva di ginestra
nelle Apuane acuminate.
Colgo l’infinita gioia
della genesi ancestrale
nella raffigurazione della tua
celestiale incontaminata fisicità.
Nel cristallo marino all’orizzonte
dolce l’ineffabile odore di salmastro.

 
 
         

     
 
Esplicazione
 

Chi vive nel passaggio massese è forgiato dalla bellezza della natura, di cui respira i profumi provenienti dalle Apuane. E' come se l'uomo rinascesse continuamente al contatto con un ambiente geografico incontaminato.
Questa è la sensazione che ispira la raffigurazione "celestiale" del luogo, che conserva un fascino segreto e unico. Massa è una città straordinaria proprio in virtù dei colori e dei profumi: Essa è un topos dell'anima.

   
 
UNA DEDICA ALLA CITTA’ DI MASSA


Non potevo mancare nel mio percorso poetico una lirica dedicata alla città nella quale sono approdato molti anni fa e che ho scelto come sede privilegiata della mia esistenza. Si, mi sono fermato qui, a Massa, nel circolo delle mie peregrinazioni professionali e vi ho installato la mia dimora civica ed esistenziale.
Così ho scelto un destino e una vicenda sotto la mia responsabilità, e non me ne sono pentito, anche se altri luoghi avrebbero potuto accogliermi ; e mi sono mosso come quei viaggiatori che coltivano il gusto della ricerca e della scoperta, indagando con passione e devozione gli aspetti sociali, politici, culturali, linguistici e paesaggistici delle città che attraversano.
Il senso della mia “sosta” a Massa sta principalmente nella chiara e profonda visione di un raccordo spirituale ed estetico con la mia terra d’origine, la Sicilia, della quale ho qui trovato dei “pezzi” analoghi, non secondari, anzi abbastanza essenziali per il mio gioco di parallelismi. Il mare, il profumo della zagara, la spiaggia scogliosa e sabbiosa ed i monti vicini, che si toccano con una mano dalla Partaccia o dal Cinquale, e poi la vivacità dei colori, l’incanto delle vallate, l’intreccio di arte e natura costituivano al mio sguardo una quasi perfetta simmetria con il paesaggio siciliano della mia anima, quello di Acitrezza rappresentato dal Verga o quello di Tindari cantato da Salvatore Quasimodo.
Massa è quel corridoio strettissimo sul Frigido che porta al mare scendendo dalle Apuane : è un luogo della natura che richiama un’idea trascendentale di bellezza. Credo che non tutti (residenti o turisti) percepiscano, a causa di uno sguardo distratto e frettoloso, la straordinaria bellezza di quelle cime che stanno tra cielo e terra nelle avvolgenti vallate di Forno e Resceto. Eppure si tratta di una bellezza che ha il marchio dell’esclusività, perché unica al mondo, non disponibile altrove, non equilibrata né riposante, ma affidata all’ineguaglianza delle forme e delle altezze. Cime ispide e linee verticali si inseguono, chiuse le une sulle altre come tante scaglie di uno stesso solido blocco di marmo.
Alle spalle di Massa si alzano le splendidi cattedrali di marmo che sono le Alpi Apuane avvolte dalle limpide acque dei torrenti e da quelle del mare. Ai suoi piedi tutta la lunga costa tra la foce del Magra e quella del Serchio, con il molo di Marina che fronteggia le alte cime e spinge lo sguardo curioso verso Antona, Pian della Fioba, San Carlo ed il Pasquilio. Qui, dalla passeggiata sul molo, il centro storico della città fa tutt’uno con i paesini abbarcati ai monti e il Castello malaspiniano sembra vigilare dall’alto e integrare il paesaggio con la sua solida e severa architettura.
La dolcezza del paesaggio massese assume un aspetto leggermente più aspro per chi osserva dalla spiaggia, anziché dal monte, ma anche un’austerità che sa di preghiera quando si volge con pia attenzione lo sguardo verso le cupole ed i luoghi sacri delle prime alture collinari. E avviene proprio così l’accensione dei pensieri e dei sentimenti più puri nei luoghi dove respira l’eterno, che intreccia bellezza e profonda intimità dello spirito. La mia lirica dedicata a Massa trova in queste considerazioni il suo significato e la sua giusta collocazione, ed è un documento oltre che una testimonianza di vita a favore della città di Massa, che non mi ha dato i natali, ma che mi ha fornito o alimentato in me l’ispirazione artistica.

     
















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