:: POESIE ::


         
     
Profumo di salmastro
   

Terra dei verdi anni
dove fioriva il mito dei padri
e rovente il sole d'agosto
dissolveva la dura roccia,
ti ricordo ancora nei lunghi
sogni d'inverno apuano.

Rivedo il Timeto dai Monti Saraceni
fluire limpido nei campi generosi
d'ulivi maestosi e spighe residue
e cieli di cobalto coronanti
le ondeggiate spume gialle odorose
di ginestre selvagge.

Al crepuscolo la luce in trasparenza
affina lo sguardo del viandante,
allunga l'orizzonte di favola
oltre la cinta del castello antico.

La strada in salita con ruderi
accatastati ai piedi del convento,
e con l'alito del vicino addosso
che ti riscaldava nelle fredde
vene dell'inverno pattese,
m'appare ora pianeggiante
nella sobria povertà del sodalizio.

Un tempo rude di silenzi
inaccessibili al vento tirrenico
spaventava i mostri sicilioti
e divorava l'acredine di zolfo
nella purezza dei sapori atavici
di mandorle innamorate.

Qui si ferma la notturna
fuga di allora sanguinante:
nella soave brezza mattutina
del profumo di salmastro.

  Foto: Nico Bastone
"Costa Messinese"
[particolare]

 
         
















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