:: POESIE ::


         
 

Linate 8 ottobre 2001

 
A Valentina

Commento dell'autore
 
 
"Credo quia absurdum:
un dolore penetra le carni,
allarga la visione del finito
oltre la maschera di nebbia lombarda."

Vorrei spiegare il verso XVII che rappresenta il fulcro della lirica,
Credo quia absurdum,
che letteralmente vuol dire: credo perchè assurdo.
Con questa espressione TERTULLIANO, filosofo cristiano dei primi secoli dice che la fede consente di comprendere ciò che la ragione non può capire.
La poesia non poteva non affrontare un argomento così drammatico. Essa si nutre infatti del dolore anche quando non ci riguarda personalmente.
Di fronte ad una vita spezzata nel fiore degli anni, ho sentito il bisogno di scrivere la poesia dedicata a VALENTINA, che voleva essere anche un conforto per i genitoti, nella speranza che tutto possa ricomporsi nella visione dell'eterno e dell'infinito.
     
       










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